La Voce del Comitato

COMUNICATO STAMPA

La battaglia sull’impianto di asfalto in località Magazzino continua.
L’impianto non è ancora entrato in produzione, ma da un paio di mesi ha ottenuto nuove autorizzazioni dalla Provincia di Modena. Proprio gli stessi atti che il TAR aveva annullato nel gennaio 2011, accogliendo il ricorso presentato da Italia Nostra e sostenuto dai cittadini e dai comitati locali.
Ora, nonostante i comitati abbiano motivato con ulteriori esposti i rischi ambientali e le presunte irregolarità autorizzatorie, la Provincia ha ritenuto di riconcedere le autorizzazioni senza che nessun “bullone” di quell’impianto venisse modificato, senza che nessun progetto di mitigazione dell’impatto ambientale venisse presentato, senza che vi fossero le condizioni giuridiche  per autorizzare una attività insalubre di prima classe in prossimità di abitazioni e a contatto con le falde acquifere.

Contro questo impianto, che ricordiamo può emettere in atmosfera sostanze nocive e potenzialmente cancerogene, otto cittadini savignanesi e tre bazzanesi, con l’aiuto di Italia Nostra, sono ricorsi nuovamente al TAR.

Per sostenere questo ricorso, i comitati locali si batteranno fino in fondo, tecnicamente ed economicamente,  per pretendere legalità, per tutelare l’ambiente e quel diritto alla salute sempre più calpestato.

Comitato Tutela Territorio di Savignano – Comitato Bazzanese Ambiente e Salute

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BUON GIORNO MAGAZZINO!

Ore 18 di venerdi 21 gennaio: il TAR ci ha dato ragione sull’impianto di asfalto ed ha annullato tutti gli atti amministrativi da noi impugnati!

La sentenza del Tribunale non lascia dubbi, non siamo più solo noi ad affermarlo ma sono i giudici a metterlo nero su bianco, viene riconosciuta la fondatezza delle nostre accuse nei confronti della Provincia di Modena:

“ECCESSO DI POTERE PER CONTRADDITTORIETA’ E PERPLESSITA’ CIRCA L’ITER AUTORIZZATORIO – ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO DEI FATTI IN ORDINE ALLO SVOLGIMENTO DELLA CONFERENZA DI SERVIZI – VIOLAZIONE DEGLI ARTT. 16 E 17 DELLA LEGGE 241/1990″

” VIOLAZIONE DELL’ART. 269 D.LGS. 152/2006 – ECCESSO DI POTERE PER TRAVISAMENTO DEI FATTI E FALSITA’ DEL PRESUPPOSTO IN RELAZIONE ALLA PRETESA NATURA “NON SOSTANZIALE” DELLE MODIFICHE AUTORIZZATE”

Il TAR ha così sentenziato ( vedi il documento N. 00049/2011 REG.PROV.COLL. – N. 01076/ 2009 REG.RIC.):

Il Tribunale Amministrativo Regionale per l’Emilia – Romagna, sez. II, accoglie il ricorso in epigrafe indicato e, per l’effetto, annulla tutti i provvedimenti impugnati con il ricorso introduttivo ed i motivi aggiunti di ricorso. Condanna la provincia di Modena e la società controinteressata al pagamento delle spese di causa a favore dell’associazione Italia Nostra ricorrente che si liquidano in complessivi Euro 12.000 (dodicimila), di cui Euro 6.000 (seimila) a carico della provincia di Modena ed Euro 6.000 (seimila) a carico della società controinteressata, oltre C.P.A. ed I.V.A.. Spese compensate nei confronti del comune di Savignano.”

Non è poco, anzi significa tantissimo! Significa che avevamo ragione! Il rispetto delle regole non tocca solo ai cittadini ma tocca anche, soprattutto, alle istituzioni. In particolare, coloro che sono preposti alla tutela della salute non possono “prendere scorciatoie”. Il TAR ha sancito che l’amministrazione provinciale ha sbagliato perchè non ha applicato correttamente le procedure. La Provincia di Modena ha esercitato un eccesso di potere, contravvenendo alle regole imposte dalla normativa, con un atteggiamento che conforta unicamente le logiche economiche, a dispetto dei principi di precauzione che in materia di ambiente e salute devono sempre prevalere!

Oggi, i cittadini di una frazione come Magazzino, testimoni negli ultimi decenni del sacrificio del loro territorio per attività ambientalmente discutibili da parte delle amministrazioni di Savignano e Bazzano, hanno vinto la loro battaglia per il rispetto della legalità.

Quei cittadini inossidabili, che hanno deciso di rimanere o di ritornare ad abitare in un territorio vessato da cave, discariche di amianto, discariche di rifiuti speciali, lavorazione di bitumi, fumi di ceramiche e di prodotti petroliferi trasformati in plastica, oggi possono sentirsi un pò piu’ orgogliosi. La loro è una scelta difficile, dettata dall’amore per le loro radici e per una terra che ha dato futuro alle loro famiglie. Una terra che merita molta più attenzione di quella che le istituzioni le hanno rivolto.  Per questi valori, che rappresentano un profondo rispetto per le nostra storia, per la dignità dell’uomo e del suo ambiente, ci batteremo sempre con forza!

Grazie alle tante persone che hanno appoggiato e condiviso questa lotta per la democrazia e la legalità. Un ringraziamento particolare va ad Italia Nostra, per il suo fondamentale sostegno ad ideali comuni.

Comitato Tutela Territorio di Savignano – Comitato Bazzanese Ambiente e Salute

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    • settembre 2009: ricorriamo al TAR. La Provincia non vuole fare un passo indietro e non ci resta che riccorrere al Tribunale Amministrativo Regionale. Italia Nostra accetta di patrocinare la nostra causa e gli amici del Comitato di Bazzano ci aiutano finanziariamente. Si parte! Vengono contestati i seguenti aspetti:
  • alla Provincia di Modena vengono imputate irregolarità tecniche e procedurali sull’autorizzazione alle emissioni (altezza del camino insufficiente, mancanza di prescrizioni su Idocarburi Policiclici Aromatici [possibili cancerogeni], su polveri di Silice Libera Cristallina, su acido solfidrico e su acido cloridrico, mancanza di prescrizioni sulle emissioni diffuse)
  • all’azienda si contesta incompletezza della documentazione a corredo della domanda (schede tossicologiche delle materie prime non allegate, altezza del camino non riferita al piano di campagna, etc.)
  • ad ARPA si contestano carenze d’istruttoria tecnica, come il riferimento alla vecchia normativa (non più vigente).
  • Al Comune di Savignano (precedente amministrazione) si contestano illegittimità nei pareri urbanistici che autorizzano la collocazione dell’impianto sul fondo di cava.
  • dicembre 2009: i “motivi aggiunti” del ricorso al TAR.  E’ il documento integrativo al ricorso, depositato presso il tribunale di Bologna il 24 dicembre 2009.  E’ la risposta dei Cittadini alla nuova autorizzazione alle emissioni che la Provincia di Modena ha concesso all’impianto dopo le revisioni emerse alla Conferenza dei Servizi tenutasi in agosto-settembre 2009. Con questi motivi aggiunti si evidenziano le “carenze” tecniche che, a nostro parere, permangono sull’autorizzazione alle emissioni.

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  • 17 Agosto 2009 – Esposto al Sindaco su presunte irregolarità sul trattamento acque all’interno del Polo 11. Con il presente esposto il  Comitato segnala la presenza di presunte irregolarità tecnico-procedurali connesse con il ciclo delle acque e la raccolta e trattamento di acque di prima e di seconda pioggia all’interno dell’area industriale sita in via Magazzino.
  • 30 Luglio 2009Conferenza dei Servizi: in Provincia si è tenuto un primo incontro di “Conferenza dei Servizi” per affrontare le questioni sollevate dall’esposto al Sindaco Caroli, in merito alle emissioni dell’impianto di asfalto ed altri aspetti di pericolo per l’ambiente. Sul tavolo della Conferenza è stato portato un documento tecnico di Osservazioni, redatto congiuntamente al Comitato di Bazzano.  Purtroppo al tavolo della Conferenza i Comitati sono stati tenuti fuori, dicendo che il regolamento non lo prevede … MA NEMMENO LO VIETA! … aggiungiamo noi. Il prossimo incontro di Conferenza si terrà il 20 agosto, data per la quale la Ditta dovrebbe presentare delle proposte per ridurre le emissioni. Noi crediamo comunque che l’unica soluzione intelligente sia quella di DELOCALIZZARE l’impianto in una sede lontana dai centri abitati e dalle colture agricole, e di dotare l’impianto con quelle tecnologie di abbattimento delle emissioni che sono a disposizione ma non vengono applicate in questo caso. La vera soluzione di “largo respiro” sarebbe quella di realizzare le strade utilizzando materiali alternativi all’asfalto impastato con bitumi, materiali che non siano cancerogeni o tossici per loro natura come i fumi di bitume. In altri paesi questo indirizzo si è già preso … perchè non cominciare dai nostri territori per dare l’esempio all’Italia?
  • Luglio 2009 Esposto al Sindaco:

Esposto del Comitato blocca il Polo 11

Il Comitato ha inoltrato un esposto al Sindaco di Savignano, contestando l’impianto di conglomerato bituminoso del POLO-11 in base a documentate carenze tecniche,  e chiedendo all’amministrazione di adoperarsi per eseguire le dovute verifiche prima che l’impianto entri in funzione.

A seguito delle nostre osservazioni, il Sindaco ha chiesto l’intervento della Provincia di Modena, la quale ha sospeso l’iter di collaudo e disposto una Conferenza dei Servizi, convocata per il 30 luglio. Ora ci attendiamo che qualcuno si assuma la responsabilità di dare risposte precise e puntuali alle nostre osservazioni e alle nostre preoccupazioni sui RISCHI d’inquinamento dell’ambiente e di compromissione della salute dei Cittadini, che la messa in funzione di questo impianto potrebbe generare.

Se sarà necessario faremo sentire anche la voce dei Cittadini, i quali si sono ritrovati un “impianto nocivo di Classe 1” a pochi passi dalle loro abitazioni, senza nemmeno essere stati informati ed interpellati.  Alla nuova amministrazione chiediamo di ascoltare l’opinione della gente e di “recuperare” quel percorso di democrazia partecipativa che non abbiamo avuto in passato. Processi decisionali di questo tipo, che riguardano l’ambiente e la salute, vanno adottati con la partecipazione del pubblico, come sancito dalla Legge n. 108 del 16 marzo 2001.

I Cittadini del confinante territorio di Bazzano lamentano le medesime preoccupazioni e sono pronti a difendere il diritto alla salute al nosto fianco.

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Maggio 2009 – APPELLO ALL’AMMINISTRAZIONE:

A fronte dei PIANI di ESCAVAZIONI che produrranno impatti non mitigabili sul TERRITORIO e sulla SALUTE dei cittadini, segnaliamo alla solerte Amministrazione di Savignano che il nostro Comune NON dispone ancora del piano di “Classificazione Acustica” del territorio.

Ricordiamo che il piano di Classificazione Acustica del territorio, è stato voluto dalla Legge 447/1995 e dalla conseguente Legge Regionale 15/2001, a tutela della SALUTE dei cittadini, come uno degli strumenti necessari per la pianificazione urbanistica, per l’eventuale risanamento acustico e per previnire nuovi impatti di disturbo da rumore sulla popolazione.

Ricordiamo anche che il piano di Classificazione Acustica del territorio doveva essere predisposto dai Comuni dell’Emilia Romagna entro il 28 febbraio 2003.

Ci sembra che questo termine sia passato da troppo tempo!

Crediamo che tra tutti gli strumenti urbanistici di cui l’Amministrazione si è “preoccupata” sino ad oggi con grande “urgenza”,  il piano di Classificazione Acustica del territorio non possa più attendere!

In vista delle escavazioni e quindi dell’impatto acustico che i nostri cittadini si troveranno a subire, vogliamo disporre della Classificazione Acustica del territorio, ovvero vogliamo lo strumento che ci spetta per legge per difendere la nostra SALUTE!

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Il Comitato ha prodotto e distribuito numerosi documenti informativi (migliaia di volantini, centinaia di manifesti e cartelli), allo scopo di rompere il muro di silenzio che avvolgeva la pianificazione delle attività estrattive, e permettere alla popolazione locale di conoscere come cambierà la propria qualità della vita. Il territorio informato è stato principalmente quello dei comuni “scavati” della provincia di Modena: Savignano, Castelfranco, Spilamberto, San Cesario, Bazzano (BO).   La diffusione ha raggiunto anche i Sindaci, i consiglieri dei comuni e della Provincia.

Abbiamo anche organizzato convegni, con interventi di esperti ricercatori, geologi, chimici, medici. Vedi il materiale sui convegni alla pagina EVENTI.  Per ognuna di queste manifestazioni, la presenza dei cittadini è stata molto alta, a dimostrazione che quando viene fornita la necessaria informazione, vi è partecipazione!

La Campagna Documenti:

La Campagna Manifesti “2008-2009”

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IL RAGIONEVOLE DUBBIO 3

AUGURI DI NATALELA GRANDE CONTRADDIZIONE

COSE NON VERE

SOGNI DIVERSI

SOGNI DIVERSI

I cartelli lungo le strade, sulle case e … un pò ovunque!

No Cave, No Catrame

 

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“Tra i primati alla rovescia di cui possiamo vantarci c’è anche quello di essere i maggiori produttori-consumatori di cemento nel mondo, due-tre volte gli Stati Uniti, il Giappone,
l’Unione Sovietica: 800 chili per ogni italiano”
, Antonio Cederna, da “Brandelli d’Italia”, 1991.

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